Parliamo tanto, noi blogger “di professione”, di personal branding e seguiamo, chi più e chi meno, delle linee guida che ci permettano di diffondere nel web un’immagine di noi stesse che sia il più realistica possibile. Cerchiamo, insomma, di farci conoscere per quello che siamo veramente. Ma è davvero così?

Ci rivolgiamo, ad esempio nel caso delle “mamme blogger”, alle donne che – come noi – lavorano, fanno le lavatrici, stirano (io “stendo bene” e non stiro ma è un altro discorso), portano i figli a scuola, dal dentista, alla lezione di canto o di pianoforte, a calcio, karate o a nuoto, che vanno a parlare con i professori, quelle che imparano la pazienza stando in coda nel traffico, riuscendo a non attaccarsi al clacson anche se dovevano essere in un posto dieci minuti fa, quelle che quando riescono ad andare dal parrucchiere, si sentono fighissime, quelle che hanno anche delle preoccupazioni ché non è tutto rose e fiori, perché devono chiudere un progetto, portare avanti un’idea, quelle che litigano col marito ma poi sanno fare pace, quelle che a volte vorrebbero fare l’eremita o rinchiudersi, da sole, in una beauty farm per un weekend ma va bene anche un salto dall’estetista in fondo alla via, purché sia. Quelle che riescono addirittura a rilassarsi andando a fare la spesa all’Esselunga, ché magari ci scappa anche un caffè prima di riempire il carrello.

E allora diciamogliela, tutta la verità, no? Alle persone che ci leggono e che ci seguono. Diciamo loro che la nostra vita non è “solo” quella che vedono sui social network e che ci mettiamo un’ora per “aggiustare” una nostra foto da pubblicare su Instagram.

Ho fatto un giro su Instagram e ho guardato molte foto: non c’è un volto o un corpo (sul fatto che, vi garantisco, si possa fare le blogger anche senza far vedere continuamente tette e culi – trend dell’estate 2017 – scriverò un altro post) che non sia stato postato senza utilizzare dei filtri. Ragazze… sembriamo fatte di cera, siamo tutte uguali! Com’è, le rughe le ho solo io? Eccheccazzo. Eppure qualche volta ci siamo viste dal vivo, ci conosciamo, ognuna è “unica” a modo suo, si dice così… Perché ci facciamo tanti problemi a far vedere le nostre rughe e il tempo che passa ai nostri lettori? Invecchieranno pure loro, no? Perché nascondiamo ciò che fa parte di noi stesse? Non conta di più come scriviamo e come lavoriamo? Ché a me, giuro, i clienti mi pagano anche se ho le rughe. Abbiamo davvero bisogno di “apparire” indossando uno strato di finzione?

E la “credibilità” dove la mettiamo? Solo quando ci fa comodo?

Intendo dire che siamo sempre quelle che, per prime, si battono per i diritti delle donne, che si lamentano per il messaggio distorto che certe fotografie ritoccate delle modelle sulle riviste, passano alle ragazzine di oggi, alle nostre figlie, quelle che in vari ambiti rivendicano continuamente il proprio diritto di essere se stesse e poi… ci “levighiamo” le rughe sulle foto? Ma di cosa stiamo parlando?

Sarà l’età ma temo mi sia sfuggito qualcosa, forse sono rimasta indietro ed è la Rete ad essere andata avanti troppo velocemente per me. Ma io voglio verità (“verezza”, come direbbe una mia cara amica).

Sono Antonella, faccio anche la blogger e… non sono un brand.

Sono una donna di 45 anni, ho le rughe, le lentiggini, l’ovale del viso che comincia a cedere (anche le tette a dire la verità), metto la crema anticellulite anche sui gomiti, mangio una caloria e ingrasso un chilo, due calorie, due chili e così via, quando ho il ciclo sono odiosa tanto che mio marito percepisce che mi stia arrivando almeno due giorni prima (e ci azzecca sempre), amo i dolci e il cioccolato, sono pigra e, oltre al mio divano, adoro leggere e ascoltare musica, quando faccio sport mi devono raccogliere con il cucchiaino ma riesco a sentirmi un eroe per essere arrivata alla fine dell’allenamento, mi piace fare l’amore, ridere, scherzare e fare la scema, mi piace anche scrivere, non sono insicura ma neanche sicurissima, mi piace sentirmi dire “brava”, sono permalosa e anche lunatica, dolce (dicono) e anche stronza (dicono), a volte mi piace stare sola con i miei pensieri, amo la mia famiglia e i miei cari, mi piace essere abbracciata e coccolata. Mi piace il contatto fisico con le persone ma non sopporto che mi tocchino il braccio mentre parlo o che qualcuno mi stia alle spalle mentre sono al pc a scrivere, mi piacciono i muri bianchi e in casa mia non appenderò mai quadri, ho il terrore dei ragni e delle cimici, adoro le piante ma non so curarle, muoiono tutte e ho smesso di comprarle. Scrivo post lunghissimi, so che non si fa ma non m’importa, faccio delle torte di mele pazzesche, sono talmente ipocondriaca che ho paura perfino del medico, adoro i miei amici e non sopporto le persone “pesanti”, arroganti e piene di sé. Non sopporto le ingiustizie. Se devo scegliere tra ostriche e champagne o pizza e birra scelgo pizza e birra. A volte mi sento una leonessa, altre una gatta, pure un po’ randagia. Ho un sacco di roba nel cuore, bella e brutta. E voglio essere amata e accettata, da chi mi legge e mi segue, per quella che sono, anche con le mie contraddizioni e i miei difetti.

Dai, ragazze, facciamo le ribelli… da domani niente più filtri. Solo noi, “vere”. Che ne dite? 😉

Antonella Pfeiffer

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