Il cyberbullismo può essere definito come un insieme di atti di bullismo e molestia effettuato con mezzi elettronici.

Molte sono le proposte, in particolare il DDL al vaglio della Camera, ma ad oggi non esiste un vero e proprio intervento legislativo che delimiti il contenuto minimo del comportamento e lo sanzioni.

Ma chi è il cyberbullo? Il cyberbullo è colui che utilizza la tecnologia per diffondere informazioni che danneggiano vittime mediante i mezzi di comunicazione.

AskSnapchatTwitter sono solo alcuni tra i mezzi tecnologici che consentono al bullismo di ampliare il suo raggio di azione. Facebook è, secondo le statistiche, all’ultimo posto dato il progressivo abbandono dello stesso tra le nuove generazioni in favore di social sempre più innovativi.

Quali sono le esigenze di intervento?

Da un lato è necessario prevedere una responsabilità sia per coloro che pubblicano il post denigratorio, sia quelli che assecondano con un like o con una condivisione e ciò al fine di responsabilizzare non solo la condotta stessa ma anche l’adesione ad essa e la sua diffusione.

Dall’altro lato ruolo fondamentale è quello dei genitori, che si dovrebbero impegnare a controllare la cronologia del browser usati dai loro figli, applicando ad esempio un parental control o diventando loro amici sui social.

É necessario, infatti, che i genitori abbiano la consapevolezza di quanto il sistema educativo attuale vada nel senso di ampliare l’utilizzo di internet nell’insegnamento delle discipline scolastiche; dunque più che un mero divieto di utilizzo, ciò che servirebbe è un’educazione in tal senso, confortata dalla spiegazione di tutti i pericoli che le nuove tecnologie possono portare.

Altro impegno deve essere quello legislativo. Ora più che mai si avverte, infatti, l’esigenza di un intervento che preveda sia obblighi di adozione di misure preventive e di controllo del fenomeno a livello scolastico, sia vere e proprie sanzioni per i fenomeni di bullismo improntate, in armonia con i principi costituzionali sulla pena, alla rieducazione del cyberbullo.

É certamente possibile rinvenire, nelle norme già presenti, una disciplina applicabile: vengono infatti in rilievo i reati di diffamazione e minaccia, oltre al reato di trattamento illecito dei dati personali.

Tuttavia ciò che rende necessario l’intervento del legislatore è la qualità dei soggetti che si rendono responsabili di tali comportamenti, per lo più minorenni, per i quali il nostro ordinamento talvolta non prevede nemmeno la loro punibilità.

Cosa prevede il DDL al vaglio della Camera?

La proposta tuttora in esame mira ad intervenire concretamente su tali situazioni.

Da un lato viene prevista la sanzione dell’ammonimento, ovvero un procedimento davanti al questore analogo a quello già previsto per i reati di stalking.

Dall’altro viene introdotta la possibilità di un procedimento con cui le vittime possono richiedere ed ottenere entro 48 ore la rimozione o l’oscuramento dei dati personali del minore presenti in rete.

Un significativo intervento dovrà vedere necessariamente coinvolti gli ufficiali di polizia postale, soprattutto ai fini di un’informazione preventiva circa i pericoli dell’adescamento informatico, della violazione della riservatezza nonché sui diritti e doveri connessi all’uso delle tecnologie informatiche.

Laura CitroniStudio Legale SLC

 

Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetta" nel banner"
articolo precedente

Cosa ne pensi?

Questo sito usa i cookies. Cliccando su link e menu, o cliccando sul questo pulsante, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi