Non parlo di me che ormai sono la mamma di un meraviglioso preadolescente. Parlo delle neomamme e di quelle con i figli ancora piccoli. Le mamme di oggi non sono diverse da quelle che lo sono diventate 11 anni fa. Gli argomenti di cui trattano (al parchetto o nei loro blog) sono gli stessi, ve lo garantisco.

I problemi quotidiani che si incontrano mentre si cresce un figlio e i pregiudizi riguardo a certi argomenti sono sempre i soliti e questo mi rattrista un po’ perché vuol dire che non è cambiato nulla e che le neomamme non smettono di sentirsi, troppo spesso, inadeguate. Lo capisci col tempo e con un po’ di esperienza (di vita) che non ha senso, sentirsi inadeguata.

Nel 2017 si parla ancora di quanto un parto cesareo sia considerato di serie b, di quanto non allattare al seno sia considerato di serie b (io sono di serie b in tutto e ho sempre amato le persone di serie b 😉), di quanto costino gli asili nido, di quanto sia dura conciliare lavoro e famiglia e bla bla bla. Vuol dire che di strada, da fare, ce n’è ancora tanta, che la società non è cambiata molto e che fare la mamma, come ho già scritto da un’altra parte “è un gran casino”. Un bellissimo casino.

Le mamme, tutte, dovrebbero imparare a non giudicarsi a vicenda perché a volte sono proprio loro, in primis, le grandi nemiche di se stesse. Sono loro, spesso, a darsi limiti, a costruirsi paletti e recinti, chiudendosi in determinati stereotipi.

Si guarda sempre cosa o come facciano le altre, pensando siano perfette (sì, perché le vedete da fuori…), soprattutto nell’era dei blog e degli status su Facebook. Nell’era dell’apparenza e della visibilità spicciola, dove basta una foto postata mentre allatti al tavolo del ristorante, mentre leggi una storia a tuo figlio o mentre fai ginnastica in mutande (ma prima usa il filtro “levigare” sul sedere che sia mai si veda la cellulite) per far credere ad altre, magari un po’ “fragili” perché stanno vivendo un momento di difficoltà personale, che il modo giusto, nel 2017, per essere e per fare le madri sia quello. No.

La verità è che non esiste un modo giusto di essere madre.

Ognuna di noi è madre “a modo suo”; sia che lavori dalla mattina alla sera, sia che faccia la casalinga, sia che cucini torte rigorosamente handmadewithlove sia che compri solo merendine. Una madre è madre anche se non legge una storia a suo figlio tutte le sere, è madre anche quando non allatta al seno (magari perché lei ha deciso così), è madre anche quando suo figlio le esce dalla pancia e non dalla vagina, o quando se lo va a prendere in Vietnam, suo figlio. Una madre è madre anche se ha la cellulite e pure quando non ce l’ha, quando è grassa o quando è magra, quando è una mamma single o quando ha un compagno, quando è sposata o quando convive, quando ama un uomo o quando ama una donna.

Ognuna di noi diventa “perfetta” quando non ha più paura di non esserlo, perfetta. Quando non teme di mostrarsi per quella che è. Una mamma è perfetta quando non le interessa neppure (o quando non le interessa più) il giudizio degli altri. Una mamma è “vera” quando è se stessa, anche le volte in cui si sente “inadeguata”, sì. Quando è stanca (a volte pure di sé) e si sente schiacciata, dalla società che continua a offrire pochi servizi ma che in cambio la vuole sempre più performante, o dal peso delle responsabilità del proprio ruolo. Una madre è una madre anche quando ha paura. Di non essere “giusta”, di non fare “bene”.

C’è una cosa che ho imparato col tempo, con l’età e con un po’ di esperienza: una mamma, con le sue verità e con i suoi dubbi, con le sue idee e con le sue insicurezze, con i suoi valori e con le sue paure, con la sua forza e con le sue debolezze, è l’essere più coraggioso che esista al mondo.

Quindi, lo dico col cuore alle giovani mamme: siate fiere, sempre, di quello che siete e abbiate fiducia in voi stesse. Capiterà di sbagliare, pazienza. S’impara.

A rendervi “perfette” è l’amore che avete dentro. E questo lo sapete solo voi.

Ho scritto questo post lunghissimo (lo so, non si fa e bla bla bla… chissenefrega) perché questa mattina ho visto il video di una giovane mamma che mi ha colpito molto, non tanto per le cose che ha detto ma perché ho colto, guardandola negli occhi, una bella persona con tantissima paura, farsi coraggio, un enorme coraggio e, con voce a tratti tremante, uscire dalla propria “comfort zone” per portare avanti le idee in cui crede. Ho visto una giovane donna “in rinascita”. Ed è stato bello, tanto che se l’avessi avuta di fronte in carne e ossa, avrei voluto abbracciarla e urlarle “Brava!”. Ma non è cosa che si possa fare nel web, mettersi ad abbracciare le persone, dico. Forse fra qualche anno, magari quando avrà la mia età e un ragazzino di 11 anni che gironzola per casa, saprà di valere molto più di quanto creda adesso. Glielo auguro. Lo auguro a tutte le giovani mamme.

Antonella Pfeiffer

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